Tac Armi - marzo 1996


Editrice Leone srl - pagg. 34-37






 

rassegna stampa

Tac Armi - marzo 1996

Editrice Leone srl - pagg. 34-37

M.R. New System Arms

Parlare di Marco Rigido e delle sue armi è sempre un po’ problematico: non sai mai se iniziare a descrivere l’uomo e poi passare a raccontare le sue creazioni, o se partire da queste ultime e tornare all’artefice chiedendosi chi mai può avere avuto simili trovate.
Il più delle volte si tratta di armi, corte e lunghe, che non hanno mai superato lo stadio di prototipo: una sorta di esercizi da virtuoso dell’officina che lasciano a bocca aperta per il loro carattere insolito. Eppure alcune delle sue armi sono state catalogate e vengono regolarmente, seppure su piccola scala, prodotte e commercializzate. Se ci si trovasse a passare per caso (difficile, in verità!) nella strada che collega Biella a Santhià, in provincia di Vercelli, essendo di strada si potrebbe pensare di andare a far la conoscenza di questo brillante quanto curioso personaggio. Il suo artificio si trova a Magnonevolo, frazione di Cerriore, a un tiro di schioppo (tanto per restare in tema) dal capoluogo laniero. Marco Rigido ha iniziato molto giovane a occuparsi di armi, ancora ragazzo incominciò ad apprendere i rudimenti della lavorazione meccanica applicandoli a ciò che più gli stava a cuore: non avendo la possibilità di acquistare un fucile, decise di costruirsene uno. Da allora, ottenuta la licenza di fabbricazione non ha più smesso di fabbricare armi. In principio acquisì una notevole competenza sulla canna liscia, e iniziò a produrre doppiette su bascule Sabatti. In seguito le pistole furono il suo nuovo amore e seppe rileggere a fondo i progetti di molte tra le più ingegnose creazioni degli ultimi anni, scoprendo e applicando alcuni concetti estremamente innovativi già sperimentati in precedenza da altri costruttori, come il sistema a freno di bossolo, applicato sulle pistole Heckler & Koch (sebbene in questo caso il “grooving” della camera sia trasversale anziché longitudinale) e su una Detonics. Il nostro poliedrico artista ha, nella sua carriera, tornito, fresato, bulinato, stozzato, carteggiato, brocciato, rettificato, lappato e limato innumerevoli pezzi di acciaio, riuscendo quasi sempre a ottenere qualcosa che non valesse più la pena di essere classificato come semplice rottame: nel peggiore dei casi era quantomeno un rottame geniale! L’uomo assomiglia vagamente a Eta Beta: più o meno il medesimo taglio di capelli e la stessa corporatura smilza. Un sorrisetto sornione sotto i baffetti ben curati vi avverte che vi trovate dinanzi a uno che sa sicuramente il fatto suo. Sprizza simpatia da tutti i pori e non ci metterete molto a entrare in confidenza. A questo punto vi mostrera’ i “lavori in corso”, ossia i prototipi delle sue più recenti ideazioni.
Forse l’armicolo classicheggiante troverà alcuni di questi progetti un tantino arditi, se non addirittura scandalosi, come ad esempio il revolver in cal. 570 Nitro Express o le versioni d’assalto delle pistole di derivazione Tanfoglio dotate di calciolo pieghevole, puntatore laser e/o Tasco Pro-Point, e ovviamente compensatore pluricamera. Certo è che tutte le realizzazioni della M.R. New System Arms funzionano egregiamente, sono costruite partendo da ottimi materiali e con una non trascurabile perizia di esecuzione. Naturalmente è possibile imbattersi anche in prodotti molto più “in linea” con l’ortodossia armiera, sebbene anche questi abbiano sempre una netta e ben delineata personalità.

Una delle più riuscite creazioni, e anche la meglio commercializzata tra le armi lunghe progettate da Rigido, è sicuramente la carabina pieghevole Alpin, catalogata in ben sette calibri differenti, tra cui il .222 Remington, il .270 Winchester, e il versatilissimo 6,5 x 57 R. Si tratta di una carabina molto leggera, di costo contenuto, espressamente ideata per la caccia in montagna, ed è prevista anche una versione take-down , ancora in fase di catalogazione. Sicuramente, però, dove Marco Rigido riesce a esprimere il meglio del suo talento è nel campo delle armi corte. Appassionato sostenitore delle meccaniche Heckler & Koch e SIG, è riuscito a trasformare progetti già di per sé molto buoni e interessanti in vere e proprie “fuoriserie”. Il caso più evidente è certo quello della PT75 Defence, in cal. 9x21, un’arma di chiara derivazione Tanfoglio che adotta soluzioni estremamente pratiche. La PT75, che appartiene alla grande schiera delle pistole sistema Petter derivate dalla ormai leggendaria CZ75, parte da un gruppo semilavorato fusto-carrello della GT45 che Rigido acquista dalla Tanfoglio, sul quale vengono compiute tutte le lavorazioni che portano al prodotto finito. Questa pistola è disponibile sia in versione single-action, sia ad azione mista, ed in entrambi i casi è possibile richiedere finiture personalizzate.
L’arma ha le caratteristiche meccaniche della pistola da cui trae origine, ma è dotata di caricatore bifilare a sedici colpi derivato da quello per il calibro 38 Super Auto, che permette una più corretta alimentazione ed evita la possibilità di inceppamenti in fase di risalita della soletta elevatrice nel caso di cartucce particolarmente “lunghe”.
Le canne sono solitamente di varia provenienza: Adler, Tanfoglio, o Duilio Gamba, e la meccanica è interamente revisionata e controllata in ogni particolare. Anche lo scatto è accuratizzato, e permette di sparare conservando un assoluto controllo dell’arma. Le mire regolabili possono essere anch’esse scelte dal cliente, ma sono sempre montate con estrema cura e precisione. Il fusto a guide interne garantisce una maggiore protezione contro accumuli di sporcizia, e reca sul davanti di entrambi i lati una serie di quattro fori di alleggerimento. La seconda scanalatura sui fianchi del carrello, a ridosso del mirino, consente un’agevole apertura dell’arma per l’ispezione del Range Officer secondo le regole I.P.S.C. per il tiro pratico. L’unica nota che a nostro modesto giudizio stona decisamente dal punto di vista estetico è la spina di fermo su cui è imperniato il cane, troppo visibile a causa della mancanza di brunitura. Pur comprendendo l’efficacia pratica di questa soluzione costruttiva, non ci dispiacerebbe vederla coperta, magari da una semplice coppiglia a pressione. Altra elaborazione riguarda la sorella della pistola precedente: si tratta della PT45, in versione bicolore e in cal. 45 HP. Questo esemplare è dotato di uno scatto da tiro disegnato da Marco Rigido e costituito da una barretta verticale con la superficie anteriore a profilo semicilindrico, ed è dotato di trigger-stop regolabile anti collassamento. L’arma è rigorosamente in singola azione, e il tipo di sicura le permette di essere portata tranquillamente con il colpo in canna e il cane armato (condition-one). La finitura del fusto in questo caso è nichelata, su un fondo satinato molto fine, e l’arma nel suo complesso assume un aspetto molto gradevole. La prova a fuoco ha dato risultati eccellenti. Nelle cinque rosate di cinque colpi effettuate in poligono, benché non centrate sul bersaglio (non c’è stato il tempo per una corretta taratura delle mire) abbiamo ottenuto diametri non superiori ai sette centimetri a venticinque metri, con un minimo di cinque colpi in cm 3,8 x 5,6. Tra le altre elaborazioni di cui si è reso artefice Marco Rigido, pensiamo sia il caso di citare una Beretta cal. 40 Smith & Wesson che presentava all’origine grossi problemi di mancanza di precisione, dovuti a vistosi giochi della canna che tendeva a vibrare in volata. L’aggiustaggio è consistito in questo caso nell’aggiunta di un vistoso quanto originale ‘bushing’ che al contempo imprigiona la canna in volata e in chiusura la forza in una posizione fissa nel carrello grazie ad un imbocco conico. Il bushing è calettato sul guidamolla, in modo da poter arretrare in asse con il carrello, nonostante la separazione creatasi in fase di apertura tra i due elementi meccanici. Il fatto che il proprietario dell’arma abbia poi voluto che la povera Beretta venisse cromata lucida sul carrello e sui leveraggi esposti, beh, questi sono solo fatti suoi! Concludendo queste note, possiamo dire che Rigido è uno dei pochi armieri e preparatori in grado di “customizzare” qualsiasi tipo di arma, non solo quelle già esistenti, bensì (e qui sta l’incredibile) anche quelle partorite dalla sua stessa fantasia! Un esempio per tutti: due anni fa lo abbiamo incontrato all’Exa, dove tra gli altri suoi lavori presentava una pistola basculante che potremmo definire di tipo Silhouette, categoria “No-limits”. L’arma ricordava (ma molto alla lontana) la Thompson Contender, ma era camerata per una cartuccia che più wildcat non si può: la .600 MR, di cui egli stesso aveva fabbricato i bossoli tornendoli ad uno ad uno! Perché era nata quest’arma? Semplicemente perché Marco si era trovato tra le mani un pezzo di tubo rigato in cal. 600. Un altro lo avrebbe semplicemente accantonato, lui invece ci ha costruito intorno una pistola. E alla nostra domanda sul perché non avesse utilizzato il già esistente calibro .600 Nitro ha ingenuamente risposto: “Eh, sai, sarebbe sembrata una cosa troppo comune”, come se una pistola in .600 Nitro potesse essere considerata “una cosa comune”!

Vittorio Bobba

 


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